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Il rospo di H.C.
Handersen . . . Gli alunni delle classi 4^A e B presentano un lavoro sulla conoscenza di sé sviluppato in mappe concettuali.
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Il rospo disse: “Voglio crescere!” Handersen, nella favola ci racconta le avventure di un giovane rospo molto intraprendente e curioso che non si preoccupa di mettersi continuamente alla prova e, per questo, affronta mille difficoltà per raggiungere le sue aspirazioni: l’unico suo desiderio è andare sempre più in alto.
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In un pozzo profondo , dove il sole non
arrivava mai, abitava una famiglia di rospi.
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Rimase per otto giorni e otto notti a guardare il paesaggio: fiori colorati e, per la prima volta, una farfalla che aveva scambiato per un fiore. Era tutto bello ma lui si mise di nuovo in cammino perché sentiva il bisogno di qualcosa di meglio.
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Fece un balzo e si trovò in un campo di cavoli dove incontrò un bruco e una gallina presbite che, vedendo il bruco. Tentò di beccarlo. Il rospo si spaventò e andò verso la gallina che si spaventò per la bruttezza del rospo e si allontanò. Ma il bruco disse che se l’era cavata da solo. Il rospo, andando avanti, arrivò in un campo dove passeggiavano due studenti,:un naturalista e un poeta. Il primo voleva “sviscerare” le cose per vedere come erano fatte dentro; il secondo, più romantico, cantava e scriveva contento di tutto ciò che aveva creato Dio. Erano uomini buoni e contenti entrambi e pensavano anche loro che il rospo potesse avere in testa una pietra preziosa.
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Il piccolo rospo si allontanò e
vide, su un tetto, mamma cicogna che parlava con i suoi figli e diceva di
essere molto fiera della lingua delle cicogne perché era comprensibile a
tutti in qualunque parte del mondo.
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Lavoro di gruppo sull’uso della mappa concettuale.
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